LAVORO A TERMINE
Prorogato di un ulteriore anno, dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2026, la possibilità che datore di lavoro e lavoratore potranno individuare autonomamente – in assenza di previsione contrattuale collettiva – la causale di ricorso al contratto a tempo determinato.
Ricordiamo che la vigente disciplina, prevede il ricorso al contratto a termine per un periodo massimo di 12 mesi senza necessità di individuare e indicare il motivo per cui si ricorre a tale tipologia contrattuale (eccezione rispetto al contratto di lavoro a tempo indeterminato).
Qualora la durata complessiva del contratto a termine superi i 12 mesi e fino a un massimo di 24 mesi, le parti devono individuare nel contratto collettivo applicato la causale.
Qualora il contratto collettivo applicato al rapporto di lavoro non abbia previsto alcuna causale, il legislatore ha previsto, fin dal 2023, la possibilità che le causali vengano individuate tra le parti tra esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva.
Tali motivazioni devono essere dimostrabili in modo chiaro e non generiche, specifiche rispetto al caso previsto che richiedono il prolungamento del contratto a tempo determinato.


