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INTELLIGENZA ARTIFICIALE
La legge n. 132/2025 che entrerà in vigore il prossimo 10 ottobre, interviene anche sugli impatti che l’Intelligenza Artificiale (di seguito, anche I.A.) potrà avere nei rapporti di lavoro affinchè possa produrre nuove competenze e progresso nel rispetto della trasparenza e dell’etica.
In particolare, gli artt. 11, 12 e 13 della legge sono rivolti al mondo del lavoro:
- Art. 11. Disposizioni sull’uso dell’intelligenza artificiale in materia di lavoro: il focus del legislatore si concentra sull’uso degli strumenti di I.A. nei luoghi di lavoro. La nuova teconologia potrà essere utilizzata per migliorare la produttività e la sicurezza nei luoghi di lavoro ma il suo ricorso deve essere sicuro, affidabile, trasparente e non può finalità in contrasto con la dignità umana nè violare la riservatezza dei dati personali. Il datore di lavoro, pertanto, deve avere il controllo di eventuali sistemi dotati di I.A. e predisporre specifiche informative per il personale dipendente coinvolgendo le Rappresentanze Sindacali ove presenti. Qualora si faccia ricorso ad algoritmi o software decisionali completamente automatizzati, la predetta informativa, oltre a costituire un obbligo, assume un’importanza primaria e il lavoratore deve essere edotto sulle modalità e le finalità dell’I.A. che influisce sulle decisioni che lo riguardano.
- Art. 12. Osservatorio sull’adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro: presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è stato istituito l’Osservatorio sull’adozione di sistemi di I.A. utilizzati nel mondo del lavoro per monitorare i settori maggiormente coinvolti dalla nuova tecnologia, promuovendo buone pratiche e incentivare la formazione dei datori di lavoro e dei lavoratori. Il ricorso all’I.A. deve avere principi etici riducendo rischi collaterali e promuovendo i benefici.
- Art. 13. Disposizioni in materia di professioni intellettuali: questo articolo si occupa dell’applicazione di sistemi di I.A. nell’ambito delle professioni intellettuali che potranno essere utilizzati solo come strumenti di supporto e, in nessun caso, può sostituire il lavoro intellettuale del professionista che ne faccia ricorso. Il professionista ha l’obbligo di informare il cliente, in modo chiaro/semplice ed esaustivo, circa l’uso di strumenti dotati di I.A. I professionisti dovranno prevedere, nelle lettere di incarico da sottoporre al cliente, un’apposita sezione che fornisca informazioni chiare circa l’uso di I.A. nella propria attività.
L’I.A. può essere un valido supporto ma non può sostituire il lavoro dell’uomo e la sua applicazione deve essere sempre connotata dalla massima trasparenza, rispetto etico e morale, partecipazione della persona: il lavoro umano, pur in presenza di sistemi tecnologici come l’I.A., resta insostituibile nel progresso economico sociale.


